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Successioni e donazioni 2026: cosa cambia con la riforma fiscale e perché conviene informarsi adesso

Il biennio 2025- 2026 in materia di successioni e donazioni ha portato all’introduzione di importanti modifiche attraverso i seguenti Decreti Legislativi: il D. Lgs. 139/2024, il D. Lgs. 123/2025 e la Legge di Semplificazione (L. 182/2025) entrata in vigore il 18 dicembre dello scorso anno.

Mentre il D. Lgs. 139/2024 ha “rivoluzionato” le regole relative all’autoliquidazione dell’imposta e ha abrogato il comma 4 dell’art. 8 del D.Lgs. 346/1990, il D. Lgs. 123/2025 ha portato ad una ri-presentazione del regime esistente mettendo in ordine un quadro normativo che si presentava molto frammentario.

Diversamente la Legge di Semplificazione tocca l’ambito civilistico delle successioni e donazioni in quanto ha riformato la circolazione giuridica dei beni (come si trasferiscono e vendono immobili ereditati o donati).

In questa guida approfondiremo tutti questi aspetti attraverso esempi reali che consentono di fare un confronto diretto tra la vecchia disciplina e quella nuova.

Qui puoi approfondire le differenze tra successioni e donazioni e quando devono essere presentate

D. Lgs. 139/2024: le novità sostanziali in materia di successioni e donazioni

Le modifiche introdotte dal D. Lgs. 139/2024 sono attive a partire da 1° Gennaio 2025. Tutte le successioni aperte da questa data in avanti vengono disciplinate come segue:

  • autoliquidazione d’imposta: non è più l’Agenzia a calcolare l’imposta e inviare l’avviso di pagamento ma è il contribuente (o il suo consulente fiscale) a calcolare l’importo al momento della dichiarazione;
  • pagamento entro 90 giorni con F24, con possibilità di rateizzazione: dopo aver presentato la dichiarazione, l’erede ha 90 giorni di tempo per versare l’imposta tramite modello F24. Non rispettare questo termine significa incorrere in sanzioni e interessi;
  • abrogazione de coacervo successorio: dal 1° gennaio 2026 è abolita la regola che imponeva di sommare le donazioni ricevute in vita all’eredità per calcolare l’imposta. È la novità più favorevole per le famiglie, e in molti casi può fare una differenza economica molto concreta.

L’ultimo punto nello specifico merita un approfondimento.

Cos’era il “coacervo” e perché la sua abolizione ha un “valore” positivo

Per comprendere veramente l’importanza dei cambiamenti introdotti, partiamo dalla normativa in vigore fino al 31 dicembre 2025.

Fino a quella data se un genitore aveva donato 600.000 euro al figlio durante la propria vita, e poi alla sua morte gli lasciava altri 800.000 euro in eredità, il fisco sommava i due importi. Il risultato era 1.400.000 euro, ben oltre la franchigia di 1 milione prevista per i figli.

Sull’eccedenza di 400.000 euro si applicava l’aliquota del 4%, per un’imposta di 16.000 euro.

Dal 1° gennaio 2026 donazioni e successioni vengono considerate come due eventi fiscalmente distinti, con franchigie separate e indipendenti.

Torniamo al nostro esempio:

  • 600.000 euro ricevuti in donazione: sono coperti dalla franchigia da 1 milione per le donazioni. Imposta è pari a 0 euro;
  • 800.000 euro ricevuti per successione: sono coperti dalla franchigia da 1 milione per le successioni. Anche in questo caso l’imposta è pari a 0 euro.

Il risparmio, in questo caso, è di 16.000 euro. Per patrimoni più consistenti, la differenza può essere ancora più significativa.

Ricorda: la riforma non abbassa le aliquote né aumenta le franchigie nei loro valori assoluti, ma cambia il metodo di calcolo in modo che ogni beneficiario possa utilizzare le franchigie due volte, una per le donazioni ricevute in vita e una per l’eredità.

Franchigie e aliquote 2026: la tabella di riferimento

Le soglie di esenzione e le aliquote rimangono invariate nei valori, ma ora si applicano separatamente a donazioni e successioni.

La franchigia si applica alla quota ereditata da ciascun erede, non al valore complessivo dell’eredità. Se un genitore lascia 2 milioni equamente divisi tra due figli, ciascuno eredita 1 milione, esattamente entro la franchigia, e l’imposta è zero.

BeneficiarioFranchigiaAliquota sull’eccedenza
Coniuge o figlio1.000.000 € per ciascuno4%
Fratello o sorella100.000 € per ciascuno6%
Altri parenti fino al 4° grado (zii, nipoti, cugini)Nessuna6% dal primo euro
Persone senza legami di parentelaNessuna8% dal primo euro
Persona con disabilità grave (L. 104/1992)1.500.000 €4% (o aliquota prevista per il grado di parentela)

Come funziona il pagamento dell’autoliquidazione

L’introduzione dell’autoliquidazione è senza dubbi il cambiamento pratico più immediato per chi deve presentare una successione è proprio questo.

Ecco gli step da seguire per calcolare in modo corretto la somma da pagare entro i tempi prestabiliti

Passo 1: presentazione della dichiarazione entro 12 mesi dal decesso

La dichiarazione di successione va presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate o attraverso un intermediario abilitato come il CAF, entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (in genere, la data del decesso).

Passo 2: compilazione del quadro EF

Il quadro EF della dichiarazione telematica raccoglie i dati necessari per calcolare l’imposta. Dal 15 luglio dello scorso anno è disponibile il software ALIS 2.0 dell’Agenzia delle Entrate: si inseriscono i dati relativi ai beni ereditati e ai rapporti di parentela, e il sistema calcola automaticamente l’importo dovuto, applicando le franchigie e le aliquote corrette.

Passo 3: pagamento entro 90 giorni tramite F24

Una volta presentata la dichiarazione, l’imposta va versata con modello F24 entro 90 giorni dal termine di presentazione (non dalla presentazione effettiva): superare questo termine senza aver pagato o richiesto la rateizzazione comporta sanzioni e interessi.

Passo 4 : eventuale rateizzazione

Se l’importo da versare supera i 1.000 euro è possibile richiedere la rateizzazione:

  • versando un acconto minimo del 20% dell’imposta totale;
  • procedendo con il pagamento del restante 80% in massimo 8 rate trimestrali per importi fino a 20.000 euro.

Nel caso di importi superiori a 20.000€ è possibile arrivare fino a 12 rate.

Passo 5: conservare la documentazione per 2 anni

L’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli entro due anni dalla presentazione della dichiarazione. È fondamentale conservare tutta la documentazione relativa ai beni ereditati, ai valori dichiarati e ai pagamenti effettuati.

Donazione vs. successione: quando ha senso pianificare in anticipo

La nuova separazione fiscale tra donazioni e successioni apre scenari interessanti per chi vuole pianificare il passaggio generazionale del proprio patrimonio ancora in vita.

Con le vecchie regole, fare una donazione “anticipava” semplicemente parte della successione, consumando la stessa franchigia.

Con le nuove regole, donazione e successione hanno ciascuna la propria franchigia autonoma, rendendo più efficiente la pianificazione complessiva.
Questo vale soprattutto per:

  • genitori con patrimoni medio-alti che vogliono trasferire beni immobili o liquidità ai figli durante la propria vita
  • famiglie allargate con situazioni di parentela diverse (figli, fratelli, nipoti) che hanno aliquote e franchigie molto differenti tra loro
  • chi detiene quote di aziende o partecipazioni societarie, per le quali esistono regimi agevolati specifici

Ricordiamo che la riforma riguarda esclusivamente la separazione fiscale tra donazioni e successioni.

Le regole civilistiche sulla quota legittima e sulla collazione (il meccanismo per cui le donazioni vengono conteggiate al momento della divisione dell’eredità tra coeredi) rimangono invariate. Pianificare una donazione richiede sempre una valutazione attenta anche di questi aspetti.

Cosa NON è cambiato: le regole che rimangono invariate

Dopo aver analizzato i cambiamenti, facciamo un punto sugli aspetti che restano invariati per avere una panoramica completa della situazione:

  • le aliquote e i valori delle franchigie restano quelli indicati nella tabella sopra. La riforma cambia come si calcolano, non quanto si paga in percentuale;
  • resta ancora valido il coacervo donativo ovvero la somma delle donazioni ricevute nel tempo dallo stesso donante. Se un genitore ha fatto più donazioni allo stesso figlio in anni diversi, queste si sommano tra loro ai fini del calcolo della franchigia sulle donazioni;
  • resta invariato il termine di 12 mesi per presentare la dichiarazione di successione;
  • resta valido l’obbligo di presentazione telematica tramite portale dell’Agenzia delle Entrate o intermediario abilitato.

Perché farsi assistere da un CAF conviene

Certamente l’introduzione dell’autoliquidazione ha permesso di accelerare i tempi evitando lunghe attese in Agenzia.

Tale “autonomia” porta con sé una responsabilità notevole: se il calcolo è sbagliato, le conseguenze sono a carico dell’erede.

Gli errori più comuni riguardano la corretta identificazione delle franchigie applicabili, il calcolo del valore degli immobili ereditati, la gestione di situazioni complesse come più eredi con gradi di parentela diversi, eredità con debiti, o immobili in comproprietà.

Iscriviti alla piattaforma del CAF ONLINE e richiedi il supporto di un assistente fiscale dedicato per l’elaborazione della tua dichiarazione di successione.

Un consulente seguirà la tua pratica dall’inizio alla fine: sarà lui ad occuparsi della compilazione della dichiarazione in modalità telematica, del calcolo dell’imposta applicando correttamente le nuove regole, della gestione del pagamento o della rateizzazione.

Tutto questo online, senza code e spostamenti.